Istituto Comprensivo "Giosuè Carducci"
Scuola Secondaria di Primo Grado
Viale Europa, 98   (33054) Lignano Sabbiadoro (Udine)
Tel 0431 71291 -  Fax 0431 721935
 [Home] [Su] [Land Art] [Lignano Pineta] [Claudio Colaone]

bullet

Intervista a Claudio Colaone

(a cura di Antonella Tamos e della 3^C-1997/98)

Domanda: Parlaci del tuo passato come artista

Risposta: La passione della pittura l'ho sempre avuta, fin da piccolo. Però dipingevo così, senza consapevolezza... . Da giovane avevo due passioni: quella della musica e quella della pittura e, più o meno fino a ventisei anni, avevo sia la passione della pittura che quella della musica. Nell '86 ho deciso di dipingere e di fare lo scultore, però accompagnando questa attività con la musica, suonavo il sax. Suonavo anche musica da ballo nelle discoteche e nelle sagre fino al '94 quando ho abbandonato completamente la musica e mi sono dedicato solamente alla pittura e alla scultura. Sono dunque 4 anni che faccio questa attività.

D.: Quante ore dedichi al giorno per creare le tue sculture?

R.: Siccome faccio solo questa attività, lavoro dalle cinque alle sei ore al giorno.

D.: Com'è organizzato il tuo studio?

R.: Il mio studio è abbastanza grande, nel senso che è una vecchia stalla. E' lungo 18 metri e diviso in 3 sezioni: metà è occupata dall'esposizione delle opere, c'è un angolo con gli attrezzi, il banco per lavorare metallo, ferro, legno , ... tutti quei materiali. Nell'altra zona ci sono più o meno i colori, il cavalletto, ... quindi è diviso in 3 zone, più una zona centrale dove ci sono grandi tavoli su cui metto i fogli e il materiale vario.

D.: Mentre lavori ascolti musica ?

R.: Sì, ascolto musica.Ultimamente non tanto, perché mi piace lavorare anche col silenzio . Anni fa'   ascoltavo molta più musica, adesso posso passare anche giornate senza accendere l'impianto; però l'unica musica che ascolto, ultimamente, è quella giapponese, indiana e flamenchi .

D.:(Perché ?)

R.: Perché la musica indiana mi è sempre piaciuta, da quando avevo 10 anni. Il flamenco perché sono innamorato dell' Andalusia e del tanto tempo passato a Siviglia; mi piace il flamenco: vederlo ballare e vederlo suonare, sentirlo suonare. La musica giapponese è una scoperta degli ultimi anni, perché una mia amica ha una cognata giapponese e mi ha dato cassette della loro musica: mi ha entusiasmato, perché è minimale. Ha pochi suoni e "giusti", "giusti" come piacciono a me, calibrati; poi c'è tanta pausa, nel senso che è una musica che lascia tanto spazio al silenzio e alle pause, ai vuoti .

D .: Quali tematiche sviluppi nelle tue opere?

R.: Le tematiche sono varie. Nelle sculture il tema principale è la ricerca sulla materia e l'accostamento di materiali diversi: per esempio rame e legno. Ultimamente sto lavorando con legno, alluminio, acciaio, cemento, ferro... Poi la mia ricerca è continua su un piano di cromatismi,  perché i legni vengono tanto dipinti. Quindi: una ricerca di giochi cromatici, e poi altre tematiche. Come suggestione mi ispiro tanto alle forme della natura, come può essere una conchiglia, una foglia, e cose simili, ma non proprio dal punto di vista dell'imitazione, non è che copi una foglia. Quello che mi piace copiare dalla natura non è tanto la forma, quanto l'energia che ha un oggetto: per esempio la conchiglia è un oggetto della natura, però quello che mi piace della conchiglia è la spirale, l'energia interna. A me dunque piace copiare l'energia che hanno gli oggetti che ci sono in natura. Per quanto riguarda gli altri temi ...beh , i miei unici temi figurativi sono le ballerine e gli uomini primitivi .

D.: A che cosa ti ispiri quando realizzi le tue opere astratte ?

R.:Non a qualcosa in particolare, ma a qualcosa di abbastanza vago; più che a forme mi ispiro a energie, mi piace per esempio l' energia del cerchio, della spirale. Più o meno utilizzo una tecnica abbastanza semplice, nel senso che ho degli schemi. Per esempio, negli ultimi tempi uso uno schema abbastanza simile per tutte le sculture: ci sono una riga centrale o un modulo centrale, con i vari moduli laterali ... Appunto gioco su questi temi, ultimamente.  

D.:Quali sono le tecniche e i materiali che usi ?

R.: I materiali, come dicevo sono: legno (di solito compensato, di faggio o di pino), metalli (come ferro, acciaio, rame e ultimamente l'alluminio), cemento, stucchi, colori acrillici e ad olio, terre ed ossidi. Nelle sculture uso molto i colori ad acqua, gli acrillici, mischiati con certi colori all'alcool, perché assieme formano degli effetti particolari che adopero per dipingere le sculture; le tele e gli altri disegni li faccio coi colori acrillici, ad acqua; con le carte uso una tecnica più o meno che ho sperimentato: si fa in tre passaggi ed è un mix di colori all'acqua, all'olio e terra, in vari passaggi.

D.: Questo per quanto riguarda i materiali. E le tecniche ?

R.:Non sono tecniche accademiche, me ne discosto abbastanza anche se le conosco bene: quella classica, quella delle tempere, quella delle tempere grasse, all'olio, ecc. Io non sono tanto accademico, uso tecniche "inventate", anche se so di non aver inventato niente in quanto anche altri le avranno sicuramente usate. Praticamente si tratta di prendere i colori all'acqua, all'alcool o all'olio e stenderli su una superficie che può essere di carta o di tela, ma invece dei pennelli uso altri materiali come pezzi di legno, polistirolo, la cazzeruola o pezzi di ferro.                 Per esempio, per realizzare le opere come "Cape", "Polinesia", "Vortice" e la "Spirale" ho usato queste tecniche. "Cape", parola friulana che significa conchiglia, è stata fatta in compensato piegato a caldo, cioè messo nell'acqua bollenet, poi piegato pian piano e lasciato seccare. I colori sono all'acqua e all'alcool e la particolarità di questa scultura è che è modulabile, nel senso che si appende al soffitto e non ha una forma particolare perchè ognuno può metterla come vuole: può fare una conchiglia, una doppia conchiglia, un semicerchio o un cerchi grandissimo. Anche "polinesia" è in compensato; la tecnica è la stessa di quella precedente, ma qui ci sono anche stucchi oltre ai colori all'acqua. Questa è la prima di una serie di tre "Polinesie", tutte opere ispirate ai Mari del Sud. La Spirale che è dello stesso periodo è ispirata al tema della spirale, dell'energia; la tecnica è sempre la stessa: acrilico, stucchi, colori all'alcool su compensato. La scultura in ferro, fatta nel '95, è uno sviluppo della "Cape", cioè la conchiglia realizzata in legno. La tecnica modulabile è sempre la stessa, solo che permette di fare cerchi completi e non semicerchi, comunque anche questa si può modulare come si vuole. A differenza delle altre, questa è una scultura da esterno. 

D.:Hai già portato le tue opere all'estero?

R.: Le ho portate in Olanda: con degli amici nel '91ero ospite in un festival d'arte e abbiamo portato un'installazione realizzata in tre. In seguito, all'estero, sono andato in altri posti, per esempio a Basilea. Lo scorso anno a Berlino ho eseguito tre pitture, però su commissione. Sono andato là a dipingerle: due cupole e una parete. Si può comunque dire che inizio adesso con l'estero. Dovrei tornare a Berlino, in Cina in agosto e poi in aprile dovrei andare a New York.

D.: Quali opere vendi di più?

R.: Ultimamente vendo più sculture perché sono più scultore che pittore, nel senso che faccio anche pittura però... 60% faccio scultura e 40% faccio pittura. La pittura è più facile da vendere perché costa di meno ed è più piccola, però ultimamente ho più attenzioni per le sculture .

D.: In questi anni hai venduto molte opere ?

R.: Negli ultimi 4 anni abbastanza, nel senso che riesco a vivere  tranquillamente con quello che vendo. Direi abbastanza, sì.   

D.: Fai opere su commissione e chi compra le tue opere?

R.: Sì , su commissione faccio una o due opere all'anno, per lo più pitture e murales. Di solito chi compra le mie opere sono giovani; poiché le opere sono strane, sono più rivolte a una clientela giovane, ma questi hanno pochi soldi. Comunque anche alle persone di media età piacciono i miei lavori.

D.: Qual'è il valore artistico delle tue opere?

R.: Per me valgono tanto, ovviamente perchè le ho fatte io. Il valore artistico è relativo, perchè sta nel fruitore, cioè in chi osserva l'opera, dare un valore. Infatti se un'opera viene guardata da una persona e la sua reazione è di freddezza, naturalmente il valore è zero; invece, se riesce a dare qualcosa, in bene o in male, allora ha un valore. La grandezza del valore sta appunto nelle sensazioni che riceve il fruitore.

D.: Hai sempre avuto l'idea di fare l'artista ?

R.: No, da piccolo volevo fare il prete, poi dalle medie volevo fare l'ingegnere, dopo ho incominciato a suonare e a dipingere, però non ero consapevole, infatti ho studiato nel Liceo Scientifico, dopo i 24 anni ho capito che da "grande" avrei fatto il "pittore".

Biografia

     Claudio Colaone, giovane artista friulano, vive e lavora in un paesino di campagna vicino a Codroipo (UD). Dal 1988 ha realizzato diverse esposizioni sia in Italia (Friuli, Firenze, Milano, Brescia) che all'estero (Olanda, Germania, Svizzera).
Da una recensione sul numero 0 della rivista Usmis: «Claudio Colaone costruisce e decostruisce superfici d'emozioni. Territori vasti dove l'occhio si perde e dove ci si può e ci si deve perdere. Distruggere gli strumenti e viaggiare senza riferimenti, scoprire nuovi mondi. Questo è il percorso di Claudio che, partito da una figuratività mitico-archeologica, si è elevato dall'alto, dal vuoto più assoluto. Non ci sono più riferimenti, nord sud est ovest, 50 anni fa o fra 1000 anni, la Mongolia, i popoli primitivi, il flamenco, Mishima, niente di tutto questo e tutto questo insieme, senza epoca e cultura. La minimalità è una sua costante. Si ripetono con ritalità i segni, i tagli, le gocce, gli elementi, le forme di legno, di ferro, di rame... ma è ripetizione e differenza, sacralizzazione della singola azione, perchè ogni volta è una dimensione nuova, una nuova emozione.»
inizio pagina

[Precedente]

Ultimo aggiornamento: 28-giu-2004