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Marcello D'Olivo
Udine (1921-1991)
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M. D'Olivo - Progetto di complesso sportivo in Ryad
1960
E nato a
Udine nel 1921. Approdato allarchitettura da una vita di semplice garzone di
bottega, si dedica, recuperati gli anni di studio alla facoltà di Architettura di
Venezia, a ricerche di matematica e fisica, discipline che egli considera sostegni
indispensabili del progettare. Il suo fare architettura è una continua ricerca di
interazione attiva tra natura e tecnologia, nel tentativo di omologare questultima
con lo studio delle leggi genetiche e morfologiche della natura stessa. "Abbiamo
dimenticato" scriveva su "Discorso per unaltra architettura"
"losservazione naturale e gli insegnamenti che ne possono scaturire.
Impegnamoci dunque a guardare più da vicino e più attentamente, con laiuto
tecnologico e scientifico a nostra disposizione, ciò che esiste già in natura e |
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M.
D'Olivo - Progetto per un edificio TV in Libia, c. 1960

con una
garanzia di vita di alcuni milioni di anni... Il vegetale come singolo organismo, il bosco
come insieme di organismi vegetali, i mutui scambi tra mondo vegetale e mondo animale,
possono essere opportunamente osservati, studiati e logicizzati fino a divenire elementi
validi per nuove soluzioni nel campo dellarchitettura e dellurbanistica,
finite oggi in un veicolo cieco?". |
M. D'Olivo - Copertura dell'edificio dei negozi di Lignano Pineta
1953/54
Ha lavorato molto
allestero, e soprattutto nei paesi del terzo mondo, cercando di applicare
allarchitettura e allurbanistica le sue teorie di unarchitettura che si
sviluppa secondo le leggi "organiche" e in continuo mutamento, della natura.
Ciò non toglie che egli non abbia fatto tesoro delle acquisizioni della cultura artistica
del nostro secolo. Si veda, ad esempio, il plastico di un edificio per la TV in Libia, che
sembra voler risolvere, in modulata, naturale crescita organica, la Scomposizione di
una bottiglia nello spazio di Boccioni.

M. D'Olivo - Tracciamento delle strade a Lignano Pineta 1953/54
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ARCHITETTURA ORGANICA
Larchitettura organica,
rifiutando sempre ogni classificazione, sistematizzazione, istituzione di norme, ecc...
non è stata in grado di offrire né un lessico né una metodologia operativa attraverso
un corpus di fattori condivisi e trasmissibili e non è facile leggerla secondo una linea
culturale e formale specifica.

F.L. Wright - Solomon R. Guggenheim Museum 1943/59, New York City:
interno (Lungo la spirale e al centro un'installazione di Richard Long)
Gli architetti organici da un lato
sostengono la loro tendenza partendo da un punto sicuro e dallaltro mirano a
revocare in dubbio tanto la tradizione del passato quanto quella del "nuovo";
sulla scena internazionale si affacciano allora nuove e più giovani culture, quella
americana e scandinava; nuovi centri culturali tendono a sostituirsi alle vecchie capitali
europee; alla Parigi di Picasso e dei cubisti si è sostituita in questo dopoguerra la New
York di Pollock e della pittura informale. Larchitettura organica si svolge in
parallelo con larchitettura razionale e si arrichisce delle stesse matrici
culturali. Il contributo più importante allarchitettura organica è quello di
Wright: "Fu Lao Tse il primo, che io sappia, cinquecento anni prima di Cristo, a
dichiarare che la realtà di un edificio non consiste in quattro pareti e un tetto, ma
nello spazio racchiuso, nello spazio entro cui si vive".
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A. Aalto, poltrona in legno curvato 1929/33
Il secondo, straordinario contributo
allarchitettura organica è quello di Alvar Aalto che, dallinterpretazione
sensibile del suo paese, trae la qualità della luce. La stessa indeterminatezza e
raffinata sensibilità dello spazio, la stessa straordinaria cura dei particolari, le
stesse componenti multiple che si definiscono in Aalto, caratterizzano anche lopera
di Carlo Scarpa, tra i più raffinati esponenti dellarchitettura italiana del
secondo dopoguerra. Su una linea diversa, intesa ad una architettura morfogenetica che,
come la ricerca di
Klee, si imposta sulla formalità organica della natura è, in Italia,
lopera di Marcello DOlivo
M. D'Olivo, Complesso Omnisport, Ginnasio coperto,
Libreville, Gabon, c. 1964
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