Gli scrittori appaiono come coloro che, più
degli storici, sanno narrare gli avvenimenti, perché solo loro, grazie alla sensibilità
del tutto particolare che possiedono, riescono a coglierne le tensioni profonde. Lo
storico vede la superficie, il poeta e lo scrittore vede al di là e oltre. Il suo
raccontare sarà sicuramente meno circostanziato dello storico, più impreciso,
maggiormente settoriale, più anarchico di quello dello storico, ma sarà
straordinariamente più interessante, più avvincente e molto più intensamente saprà
dare parola a ciò che l'uomo pensa, vive, soffre, spera.
La letteratura di tutti i tempi è folta di
personaggi, pure invenzioni dei loro autori, che sono fatti della materia di cui sono
fatti i sogni, direbbe Shakespare, e che pure hanno acquistato nel nostro immaginario una
consistenza, una forza, una concretezza superiore a quella dei personaggi reali.
Quando dobbiamo definire una situazione vissuta
in modo drammatico, che ha toccato in modo del tutto particolare il nostro animo,
non ricorriamo forse, molto spesso, alle invenzioni dei poeti, quando, ad esempio, diciamo
"è stata un'Odissea!" oppure "è una situazione kafkiana!".