Istituto Comprensivo "Giosuè Carducci"
Scuola Secondaria di Primo Grado
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La Guerra Lampo

Sommario:

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Carri armati

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Bazooka

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Armi nucleari

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Fissione e reazione a catena

 

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Carri armati

Le rapide vittorie in Polonia e in Francia avevano dimostrato la superiorità della nuova tattica tedesca, denominata "GUERRA LAMPO" e caratterizzata dall’impiego preminente dei CARRI ARMATI e degli aerei.

I carri armati penetravano nei paesi distruggendo le barrire, mentre gli aerei (STUKA) radevano al suolo caserme, abitazioni e luoghi pubblici. Per colpire questi edifici, gli aeroplani, scendevano in picchiata scaricando bombe. Questa manovra scatenava una sirena posizionata sul carrello. L ’aviazione colpiva le retrovie nemiche disorganizzando i rifornimenti e intralciando l ’arrivo di nuove truppe verso la linea del fronte. All ’aviazione, infine, fu affidato il compito di seminare il panico anche tra la popolazioni civili, con bombardamenti aerei sulle città. Durante la guerra, furono sviluppati speciali cannoni da 20 mm, 37 mm, 40 mm, 90 mm, 3 pollici e 5 pollici, in grado di fare fuoco contro aerei ad alta quota. Il fuoco antiaereo fu molto efficace per l ’invenzione, durante la guerra stessa, della spoletta, un minuscolo dispositivo radar situata nella parte anteriore dei proiettili che faceva detonare la carica di esplosivo alla distanza più efficace dal bersaglio.

 

   Durante la 2 guerra mondiale i cannonieri e i mitragliatori miravano a vista. Al fine di incrementare la precisione del fuoco , furono sviluppati sistemi automatici di mira e di regolazione della gittata , e dopo la guerra sistemi diretti da radar in grado di mirare e a fare fuoco automaticamente.

Lo sviluppo dei missili con propulsione a razzo dopo la seconda guerra mondiale, introdusse una dimensione completamente nuova nella difesa antiaerea, furono sviluppati molti tipi di missili TERRA-ARIA in grado di intercettare aerei in avvicinamento ai loro bersagli a velocità supersonica.

I missili difensivi erano inizialmente guidati da sensori all ’infrarosso (venivano cioè attratti dal calore dei loro bersagli) oppure da ricevitori radar.

     Nel diciannovesimo secolo la progettazione delle armi leggere fu rivoluzionato dallo sviluppo di efficienti fucili a ripetizione e dall’invenzione da parte del chimico francese Paul Marie Eugenè Vieille, della cosiddetta polvere senza fumo, a base di nitro cellulosa. La polvere senza fumo, che permetteva il controllo della pressione nella camera dello scoppio attraverso la variazione di forma e dimensioni dei grani, consentì di ottenere alte velocità iniziali e miglioro la qualità balistiche. Le alte velocità iniziali imponevano l’uso di un proiettile rivestito che divenne "standard" in tutte le armi leggere da guerra a canna rigata, e finì per essere imposta dai trattati internazionali.

      Tutti i fucili di guerra addottati dai vari eserciti imponevano di agire manualmente sul meccanismo dell’otturatore ad ogni sparo per estrarre il bossolo e inserire una nuova cartuccia dal caricatore.

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 Bazooka

E’ un’arma che consiste in un tubo lancia razzi usato dal personale di fanteria contro veicoli corazzati, come ad esempio carri armati. Nel 1941 alcuni scienziati statunitensi svilupparono un proiettile esplosivo che impiegando una carica confermata in modo particolare (carica cava), era in grado di perforare una corazza pur senza possedere l’alta velocità che solo un cannone potrebbe produrre. Il proiettile era un razzo da 60 mm dotato di alette, che pesavano poco più di 1,5 kg e aveva un tiro utile di 650 m. Il tubo di lancio, detta Bazooka, fu messo in produzione nel 1942 e usato per la prima volta alla fine di quell’anno, durante l’invasione del nord Africa nel corso della 2^ guerra mondiale. La sua introduzione rivoluzionò completamente la guerra anticarro. Un lancia razzi da 3,5 pollici di quasi 90 mm, che lanciava un razzo di 4 kg alla distanza di 730 m, sostituì il bazooka nella guerra di corea. Questo lancia razzi è stato sostituito da un razzo di 66 mm, precaricato in un contenitore aperto.

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 Armi nucleari

     Ordigni esplosivi progettati per liberare energia nucleare su grande scala. La prima bomba A che fu sperimentata il 16 luglio 1945 nei pressi di Alamagarda nel New Mexico, rappresentava un tipo nuovo di artificiale.

   Prima di quella data, tutti gli esplosivi derivavano la loro potenza dal rapido processo di combustione e di decomposizione di determinati composti chimici e quindi sfruttavano energia che si libera per effetto delle transizioni degli elettroni orbitanti tra i livelli energetici periferici o più esterni dell’atomo.

  (missili sovietici SS-20)


Gli esplosivi nucleari liberavano energia contenuta nel nucleo atomico: la bomba A sviluppa la sua potenza per la rottura, o fissione, dei nuclei contenuti in alcuni Kg di plutonio. Una sfera di Uranio o di plutonio, dalle dimensioni simili a quelle di una palla da Baseball, determina una esplosione paragonabile a quella prodotta da 20.000 tonnellate di esplosivo ad alto potenziale, come ad esempio il trinitratonuene nota come T.N.T. La bomba A fu sviluppata e collaudata dal progetto Manhattan, un importante impresa iniziata dagli Stati Uniti nell’agosto 1942 durante la seconda guerra mondiale. Molti illustri scienziati, tra i quali i fisici Enrico Fermi, Riciard Fejnnan ed Edward Teller e il chimico Harold Urey, furono coinvolti in quella che rappresentava il maggiore progetto scientifico al mondo, diretto dal generale dell’esercito Leslye Grooves. Direttore scientifico del progetto che aveva base a Los Almos nel New Mexico, era il fisico statunitense J. Robert Oppenheimer.

   Dopo la guerra la US Atomic Energie Commision divenne responsabile della supervisione di tutti i progetti riguardanti lo sfruttamento dell’energia nucleare, compresa la ricerca sulle armi.

 

      Furono sviluppati nuovi tipi di bombe con lo scopo di estrarre energia da elementi più leggeri, come l’idrogeno, sfruttando il processo di fusione nucleare, nella quale nuclei di isotopi dell’idrogeno, il deuterio e il trizio, si uniscono per formare il più pesante nucleo di elio. Questa ricerca produsse bombe di potenza variabile tra una frazione di Kiloton (equivalente a 1.000 tonnellate di TNT). Inoltre la dimensione fisica della bomba fu drasticamente ridotta permettendo lo sviluppo di proiettili nucleari tattici per l’artiglieria e di missili lanciabili dal suolo dall’aria utilizzabili sotto acqua. I grandi missili possono recare testate nucleari multiple indirizzabili su bersagli differenti.

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 Fissione e reazione a catena

    Nel 1905 Albert Einstein pubblicò la teoria della relatività ristretta, che contiene la celebre relazione di equivalenza tra massa e energia espressa dall’equazione E=mcc2. La relazione di Einstein afferma che una massa m può essere trasformata in una quantità di energie E uguale al prodotto della massa stessa per il quadrato della velocità della luce nel vuoto, c. Dato l’elevato valore di c, una porzione molto piccola di materia equivale a una enorme quantità di energia. Ad esempio, un Kg di materia, convertito completamente in energia, è equivalente all’energia liberata dall’esplosione di 22.000.000 tonnellate di TNT. 

(la fissione dell'uranio)

   Nel 1939 in seguito agli esperimenti dei chimici Otto Hahn e Friz Strassmann, che riuscirono a dividere un nucleo di uranio in due parti pressoché uguali tramite bombardamento con neutroni, la fisica austriaca Lise Meitner e il nipote Otto Frisch spiegarono il processo della fissione nucleare. Fu questo il primo passo verso la liberazione di energia dell’atomo.

    

        In una reazione di fissione, un nucleo di uranio o di un altro elemento pesante si scinde, per effetto del bombardamento con neutroni, formando una coppia di frammenti di nucleo e liberando una notevole quantità di energia. Il processo è accompagnato da una rapida emissione di neutroni veloci, uguali a quelli che hanno innescato la fissione del nucleo di uranio; ciò consente l’inizio del cosiddetta reazione a catena, che consiste in una serie autoalimentata di fissioni nucleari: i neutroni che vengono emessi nel processo di fissione possono a loro volta innescare il medesimo processo, con continuo sviluppo di energia. L’isotopo leggero dell’uranio, l’uranio 235, viene facilmente scisso per effetto dei neutroni prodotti durante la reazione di fissione e, scindendosi, emette in media 2,5 neutroni. Per sostenere la reazione a catena è necessario un neutrone per ogni generazione di fissione nucleare; i neutroni eccedenti possono sfuggire dalla massa del materiale oppure possono essere assorbiti da impurità o dall’isotopo pesante uranio 238, nel caso in cui questo sia presente. Una sostanza capace di sostenere una reazione di fissione a catena è detta fissile.

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Ultimo aggiornamento: 28-giu-2004