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notizie
generali
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<< La venuta a giorno delle acque sotterranee, che nel Friuli formano l'estrema
propagine orientale, è un fenomeno costante lungo tutto il piede meridionale della Catena
Alpina.
Chiamate con differenti nomi, "sortumi" in Piemonte,
"fontanili" in Lombardia ed infine "risorgive" in Veneto ed in Friuli,
esse si manifestano in maniera più frammentaria anche sulla destra orografica del fiume
Po (Pavese, Parmense e Bolognese).
Si tratta di un fenomeno di vaste proporzioni che interessa in forme
più o meno marcate l'intera Pianura Padana, delimitando il passaggio dalla coltre
ghiaiosa permeabile dell' Alta Pianura, ai sedimenti sabbioso-argillosi pressoché
impermeabili della Bassa Pianura.
In Friuli, l'affioramento delle acque sotterranee noto con il nome di
"Linea delle risorgive", individua sulla superficie topogafica una fascia
piuttosto marcata, suscettibile di modeste oscillazioni legate a variazioni di apporto
idrico della falda freatica.
Essa si snoda da Polcenigo, ai piedi del monte Cavallo, proseguendo con
andamento sinuoso a prevalente direttrice ovest-est, sino a Codroipo. Da qui s'inoltra ad
oriente seguendo una direttrice sorprendentemente rettilinea, rilevabili anche da semplici
cartine geografiche. Non a caso infatti i centri abitati quali Codroipo stesso,
Passariano, Lonca, Bertiolo, Virco, Flambro, Talmassons, per limitarci al bacino
orografico del fiume Stella, sono intercettabili da una linea che in passato delimitava i
terreni "fruibili dall'uomo", dai malsani ed infidi acquitrini formati dalle
acque risorgenti ....>>.
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<< La paludosità della zona, estesa in passato a migliaia di ettari
ed ora ridotta a pochi lembi residuali, è legata alla presenza delle numerose piccole
polle di acqua sorgiva da cui si origina lo Stella come gli altri fiumi di risorgiva: il
Varmo, il Turgnano, l'Ausa, il Corno ed il Natissa.
Queste risorgive vengono suddivise, in base alla loro forma, in Olle,
dai limiti ben delineati, a volte subcircolari e spesso riunite in gruppi; Fontanili in
cui la fuoriuscita dell'acqua è marcata dalla presenza di cavità più o meno profonde e
spesso riunite da piccoli fossati; Affioramenti quando l'acqua viene a giorno attraverso
le ghiaie senza originare strutture particolari>>.
<< Spesso l'emissione dell'acqua è accompagnata dalla
fuoriuscita di bolle d'aria la cui origine va certamente ricercata nei fenomeni di
putrefazione a carico di depositi organici, soprattutto vegetali >>.
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<< Tutte queste sorgenti sono posizionate in un'area
geografica ben delineata, il cui limite settentrionale è costituito dalla "linea
delle Risorgive". Essa corre parallelamente alla "Stradalta", l'attuale
statale napoleonica che da Palmanova porta a Codroipo, per spingersi poi fino a Pordenone
e chiudersi in corrispondenza delle sorgenti del Livenza presso
Polcenigo. Il limite
meridionale, più irregolare, è posto pochi chilometri più a Sud. L'ampiezza della
fascia delle risorgive è quindi piuttosto variabile, passando da un massimo di 6 km
presso il Tagliamento ad un minimo di 2 km a Sud di Castions di Strada >>.
<< Limitandosi al bacino dello Stella la lunghezza dell'area di
alimentazione è di circa 15 km per una larghezza media di circa 5 km, ma aree di
risorgiva sono poste anche in settori estremi a questa fascia.
Benché la "Linea delle Risorgive" costituisca una struttura
unitaria in tutto il Friuli, interrotta solo dal F. Tagliamento, le sue caratteristiche
sono diverse ad oriente ed occidente di questo fiume. Mentre in provincia di Udine le aree
delle risorgive appaiono, o lo erano in origine, molto paludose in conseguenza delle
innumerevoli piccole sorgenti presenti, nel Pordenonese, perlomeno per quel che riguarda
il bacino del Cellina, le venute a giorno di acque sono più cospicue ma meno numerose
originando subito alvei ben delimitati e non concorrendo quindi alla formazione di estese
aree umide >>.
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<< La presenza nell'Alta Pianura di sedimenti soprattutto grossolani e quindi
notevolmente permeabili, fa sì che sia le acque meteoriche che quelle trasportate dai
fiumi tendono a penetrare nel terreno ed alimentare quella che viene definita
"falda" e che si trova, per esempio, a circa 40 - 60 metri di profondità sotto
la città di Udine.
La falda acquifera è costituita non da "fiumi sotterranei"
ma semplicemente da settori in cui i vuoti presenti fra gli elementi ghiaioso-sabbiosi sono
saturati dall'acqua mentre questi stessi sedimenti poggiano su un substrato impermeabile ,
generalmente argilloso. Questa situazione si ripete più volte nel sottosuolo, così che si
hanno più livelli di falda a profondità diverse ed alimentate non più dalle acque
meteoriche quanto da tributi da parte dei fiumi (per quel che riguarda il settore ad
occidente di Udine soprattutto da parte del Tagliamento).
L'andamento della falda sotterranea è ben conosciuto anche grazie ai
pozzi che vengono perforati per il suo sfruttamento. Essa è localizzata a circa 30 metri
di profondità fra Campoformido, Pozzuolo e Basiliano fino a "risalire"
gradualmente: meno di 10 metri a Nord di Bertiolo e pochi metri di profondità a
Codroipo.
Alla "emersione" della falda nella fascia
Codroipo-Mortegliano è proprio legata la "Linea delle Risorgive" con tutti i
fenomeni ad essa connessi....>>.
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<< Le acque di risorgiva sono caratterizzate
da una temperatura quasi
costante durante tutto l'anno e che oscilla attorno ai 13° con minimo attorno ai 10° e
massimo attorno ai 16°, estremi che vengono però raramente toccati; se ciò avviene si
hanno comunque ritardi consistenti, variabili fra i 2 ed i 4 mesi, con le stagioni
rispettivamente più fredde e più calde così che l'acqua di risorgiva è più calda in
ottobre e più fredda in aprile.
Il fatto è conseguenza dell'enorme bacino di alimentazione sotterraneo
cui le risorgive fanno capo: la falda che le alimenta trae origine da perdite del
Tagliamento già nella zona di Dignano e questo fiume è l'unico tributario per quanto
riguarda la zona occidentale e centrale dello Stella mentre quella orientale risente
dell'influsso anche del bacino del Cormor.
All'ampiezza del bacino di alimentazione cui fa capo lo Stella è
legata anche la relativa costanza della portata (mediamente circa 50.000
mc) di questo
fiume che risente solo in minima parte dei fattori meteorologici. Calcoli puramente
indicativi mostrano come la falda che fa capo all'area dalle risorgive sia in grado di
alimentare quest'area di emergenze per quasi mille giorni senza che vi siano tributi
esterni...>>.
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Lo studio della vegetazione
<< La vegetazione naturale di un territorio è il frutto di
complessi equilibri che si instaurano e si evolvono nel tempo fra fattori climatici,
edafici (concernenti il suolo) e piante. Esse reagiscono alle sollecitazioni dell'ambiente
fisico organizzandosi in comunità aventi una composizione fluoristica ben definita, di
notevole stabilità nel tempo. Tali comunità, conosciute con il nome scientifico di
fitocenosi o associazioni vegetali, sono caratterizzate dalla dominanza di alcune specie
(specie edificatrici) o dalla costante presenza di altre (specie caratteristiche) e
rappresentano le unità elementari secondo le quali è strutturata la vegetazione di una
regione.
Ogni fitocenosi è individuata da un nome scientifico (ad esempio Erucastro-Schoenetum
nigricantis), che generalmente affianca due specie che meglio ne riassumono le
peculiarità ecologiche, fitogeografiche o fisionomiche (nell'esempio precedente
Erucastrum
palustre e Schoenus nigricans).
Attraverso l'analisi della vegetazione si giunge a individuare e
descrivere le componenti fondamentali del paesaggio vegetale, che sono appunto le
fitocenosi, in modo da poterne definire l'ubicazione, l'estensione, la frequenza e
talvolta anche il pregio naturalistico....>>.
La vegetazione delle risorgive
<< Il paesaggio vegetale delle risorgive si compone dunque di
molteplici aspetti, fra i quali si possono evidenziare alcuni particolari
significativi.
All'interno dell'infossatura sorgentifera si riconoscono tre fasce
concentriche che presentano tipi diversi di vegetazione in rapporto alla diversa
disponibilità idrica: il marisceto o vegetazione del fontanaio, il giuncheto a erucastro
o vegetazione della torbiera e infine il molinieto o vegetazione del prato umido.
Accanto a queste, che sono le principali fitocenosi erbacee, ricordiamo
ancora fra le formazioni arbustive il saliceto misto e fra quelle arboree il bosco
ripariale a pioppo nero e salice bianco ed il bosco a farnia e carpino bianco o
querco-carpineto, massima espressione della complessità organizzativa cui perviene la
vegetazione della bassa pianura friulana >>.
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